L’intera area dell’ex discarica di Villa Carmine a Montesilvano, non più in funzione dal 1996, è stata posta sotto sequestro su disposizione della Procura di Pescara, che indaga per omessa bonifica e inquinamento ambientale. Tra gli indagati figurano il vicepresidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, il consigliere regionale Nicola Campitelli (FdI) e funzionari della Regione e dell’Arap.
Il sequestro riguarda un sito di circa 21mila metri quadrati contenente 300mila metri cubi di rifiuti, situato a ridosso del fiume Saline e già oggetto di provvedimenti nel 2016. Secondo le indagini della Guardia Costiera e dell’Arpa Abruzzo, nonostante le prescrizioni, non sarebbero stati eseguiti interventi di messa in sicurezza, con conseguente fuoriuscita di percolato nel terreno e nelle acque del fiume. “È una notizia che mi lascia stupito, ma non preoccupato — ha dichiarato Imprudente — ho piena fiducia nella magistratura, che accerterà la mia totale estraneità ai fatti”.
Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha espresso sorpresa per l’inchiesta, difendendo l’operato dell’amministrazione: “Tutto si può dire sulla discarica di Villa Carmine, tranne che siamo rimasti inattivi. Abbiamo rifinanziato la bonifica e i lavori per l’impianto di pompaggio sono in corso”. Marsilio ha infine auspicato che le indagini “si concludano rapidamente, per evitare che il sequestro blocchi proprio l’avvio della bonifica attesa da decenni”.












