La macchina della solidarietà abruzzese si è rimessa in moto. Ieri un paziente proveniente dalla Striscia di Gaza è arrivato in Italia grazie a un volo umanitario organizzato dal Governo, atterrato all’aeroporto di Ciampino e poi trasferito via terra verso l’Ospedale “San Salvatore” dell’Aquila. L’intera operazione, condotta in stretto coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri, rappresenta un nuovo tassello dell’impegno della Regione Abruzzo nel fornire assistenza medica specializzata a chi, nei territori di guerra, non può accedere a cure adeguate.
Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha espresso profonda gratitudine per l’efficace lavoro di squadra che ha reso possibile l’accoglienza del paziente. “L’Abruzzo continua a dare un contributo concreto e tangibile alla solidarietà internazionale”, ha dichiarato, sottolineando il ruolo determinante delle strutture sanitarie regionali e del personale coinvolto e ringraziando Franco Marinangeli, del NOES e Maurizio Scelli, della Protezione Civile, per il coordinamento logistico.
Un impegno che si rinnova
L’Abruzzo già nei mesi scorsi aveva accolto nel proprio sistema sanitario altri pazienti palestinesi in gravi condizioni. Lo scorso agosto, nell’ambito di una missione umanitaria realizzata con i voli militari C-130, il “San Salvatore” aveva ospitato un bambino affetto da una grave patologia cardiaca, assistito da un’équipe di cardiologia pediatrica altamente specializzata. Anche in quell’occasione, l’intervento era stato gestito sotto la supervisione del dottor Marinangeli e aveva suscitato grande riconoscenza da parte delle autorità nazionali.
A rafforzare l’impegno istituzionale, il Consiglio Regionale aveva approvato il 5 agosto un emendamento che stanziava 500 mila euro per sostenere gli aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza. Un gesto che testimonia la volontà di rendere stabile e strutturato il contributo abruzzese alle iniziative di cooperazione e assistenza internazionale.
Con l’arrivo di questo nuovo paziente, l’Abruzzo consolida il proprio ruolo di “ponte sanitario di speranza”, diventando punto di riferimento per le missioni umanitarie italiane a favore delle vittime civili della crisi mediorientale. L’esperienza e la professionalità messe in campo dalle strutture regionali rappresentano non solo un gesto di solidarietà, ma anche un esempio di efficienza e collaborazione tra istituzioni, sanità e protezione civile.












