In questi giorni è tornato all’ordine del giorno della politica cittadina il PUC, argomento di forti contrasti e divergenze. E’ un tema fondamentale per l’economia teramana, soprattutto per le attività commerciali localizzate in centro storico, che attualmente soffrono di una crisi profonda.

Le cause della stessa sono da ricercare in un diverso modello nazionale di sviluppo, che ha penalizzato le “botteghe” a vantaggio dei centri commerciali, insieme a motivi di tipo locale.Tra questi vi è da ricordare il trasferimento di servizi pubblici in altre zone e la chiusura di molte scuole in centro, a causa dei danni da terremoto. Ma anche altre cause hanno determinato la crisi del centro storico: un piano della sosta poco avveduto per assenza di prospettive e la mancanza di un piano organico sulla mobilità.

È evidente che il PUC non debba solo riguardare il cuore della città ma deve interessare anche i quartieri limitrofi. Nella mia decennale esperienza di responsabile di un Comitato di quartiere ho avuto la possibilità di interagire con l’Amministrazione comunale con proposte alla ricerca di spazi di sosta per auto. In considerazione che nel quartiere Cona insistono importanti istituti scolastici, ho suggerito con osservazioni scritte al PUC le seguenti idee:

1) utilizzo di individuate e determinate aree in prossimità delle scuole Forti e Pascal con la riapertura del percorso pedonale attrezzato;
2) acquisizione dell’area ex fornace Cona di proprietà di un privato per destinarla a servizi pubblici di diversa natura;
3) realizzazione di spazi di sosta in prossimità dell’istituto Di Poppa.

Tutto quanto avrebbe dovuto significare una minore insistenza di parcheggi selvaggi, soprattutto in via Cona, che spesso costituiscono pericoli ricorrenti per la collettività residente e no.
Ritengo che questi spunti potrebbero ancora costituire proposte utili per uno sviluppo organico della mobilità sostenibile all’interno dei quartieri Cona, Piano Solare e Fonte Baiano.

Domenico Bucciarelli