Ieri, presso l’Auditorium dell’Istituto “Forti” di Teramo, si è svolto un incontro con don Aniello Manganiello nell’ambito della XXXIII edizione del Premio nazionale “Paolo Borsellino”, promosso dall’ETS “Società Civile” con il patrocinio della Regione Abruzzo. All’appuntamento hanno partecipato gli studenti e le studentesse dei poli scolastici “Pascal-Comi-Forti” e “Delfico-Montauti”.

Dopo i saluti istituzionali, don Aniello Manganiello ha raccontato la sua esperienza di parroco a Scampia, soffermandosi sull’importanza della legalità e sulla responsabilità personale nelle scelte di vita. «Ho scelto di andare a Scampia perché pensavo che fosse necessario esserci», ha spiegato, ricordando l’impegno svolto negli anni a stretto contatto con una realtà complessa e segnata dalla criminalità organizzata.

A seguire, l’Associazione “Fuori Posto” ha portato in scena uno spettacolo che ha unito danza, musica e testimonianze. Sono state raccontate storie legate a disabilità, età avanzata, bullismo e malattia, con l’obiettivo di offrire uno sguardo diretto e non filtrato sulle vite dei protagonisti. «Siamo ciò che siamo e non quello che gli altri vorrebbero vedere di noi», è stato uno dei messaggi al centro della rappresentazione.

La dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati ha evidenziato come la mattinata rappresenti l’avvio del percorso annuale di educazione civica dei due poli scolastici: «Aprire la scuola e mettersi in gioco attraverso una rete educativa così forte e dal messaggio così chiaro – ha dichiarato – segna un passo importante in direzione di un’educazione all’inclusione».