L’ipotesi è di un accorpamento della Ruzzo Reti con altre società abruzzesi del settore. Un progetto che ha come sponsor il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri nel quale si prevede di ridurre da sei a due le società di gestione. Lo scopo dichiarato, testuale, è di “rimettere in ordine le infrastrutture e le reti, campioni in Italia, in alcuni casi come nel chietino, delle dispersioni della risorsa“. Prospettiva per niente rosea per la società teramana, oggi guidata da una governance efficiente, con una visione futura. Una vera eccellenza nel territorio, certificata anche da alcune associazioni dei consumatori. (Link in coda)

1935, inaugurazione dell’Acquedotto del Ruzzo

Soltanto ieri, tuttavia, il presidente Sospiri, nel corso di un convegno a san Vito Chietino, promosso dal Gruppo Consiliare di Forza Italia “La forza dell’acqua – La riforma del sistema idrico integrato in Abruzzo“, ha ribadito la necessità dell’operazione.

“Una soluzione, si mormora nei meandri della politica teramana, che rischierebbe di scaricare sulla Ruzzo Reti le inefficienze degli altri gestori“. Preoccupazione molto sentita anche da gran parte della popolazione. Tuttavia, con volontà partitica bipartisan, ci si augura che l’autonomia della società teramana venga alla fine salvaguardata.

Tra le ipotesi che circolano, e che con molta probabilità verranno rese pubbliche a breve, c’è quella di ridurre da sei a quattro, invece che a due, le società erogatrici. Si conserverebbe così l’indipendenza dell’azienda di via Nicola Dati.

Toccherà ora alla politica aprutina difendere le sue sorgenti e l’operato di una istituzione che, fin dal 1934, va oltre la fornitura di un servizio, ma che appartiene, invece, all’idem sentire di tutta la popolazione.

I motivi di un rifiuto:

Enrico Squartini