“Nereto non si svende, Nereto si difende”. Il sindaco di Nereto, Daniele Laurenzi, reagisce all’inattesa sentenza del Consiglio di Stato. Una decisione che annulla il diniego regionale, legittimato in precedenza dal TAR Abruzzo, all’apertura di un impianto per il trattamento di rifiuti liquidi non pericolosi. L’annullamento è avvenuto per “vizi procedurali”, e non per un giudizio nel merito, ma di fatto riapre il dibattito su un progetto che il primo cittadino e la comunità considerano un rischio per il territorio.
La pronuncia del Consiglio di Stato, che impone la riapertura dell’istruttoria e una nuova conferenza dei servizi entro tre mesi, ha riportato il progetto al centro dell’attenzione. Il sindaco Laurenzi, pur sottolineando il suo “massimo rispetto delle sentenze”, non nasconde la sua “contrarietà e le sue perplessità”. La posta in gioco è alta: il comune di Nereto è un polo scolastico e un centro di uffici e servizi per la Val Vibrata. L’impianto, se realizzato, potrebbe avere un impatto significativo sulla salute dei cittadini, sull’economia e sull’ambiente.
Il comunicato ripercorre la storia di una battaglia iniziata nel 2018, quando Laurenzi, da sindaco appena eletto, si è trovato a fronteggiare una situazione di “mancanza di trasparenza” da parte di chi voleva “trasformare Nereto in una discarica”. Un problema affrontato e, a suo dire, superato insieme alla cittadinanza, al comitato “uniti per un futuro pulito e vivibile” e alle scuole. L’attenzione si concentra in particolare sull’assenza dei criteri localizzativi, ovvero la normativa che stabilisce la non idoneità di un’area per questo tipo di insediamenti.
Il sindaco ribadisce che un impianto di questa natura non può essere autorizzato in un comune di appena 7 chilometri quadrati, e annuncia che la sua amministrazione continuerà a “riaffermare, attraverso i documenti amministrativi, la totale e chiara assenza” di tali criteri.
La battaglia non è solo per la salute dei cittadini, ma per la difesa di un intero ecosistema. Il comunicato si conclude con un’affermazione forte e decisa: la volontà di “difendere il torrente Vibrata” e di conseguenza l’agricoltura, il turismo costiero e l’ambiente marino. “Noi sappiamo bene dove andare e che cosa fare”, dice il sindaco, “per questo continueremo il nostro lavoro con lo stesso impegno, gli occhi aperti e la schiena dritta, per la crescita di Nereto”.













