Prendiamo spunto da due segnalazioni: ricordate Spelacchio? Si trovava a Roma davanti all’Altare della Patria. Un abete con la funzione stagionale di Albero di Natale diventato una barzelletta mondiale. In pochi mesi da arbusto fiorente si è trasformato in un fusto rinsecchito piantato nel bel mezzo di una delle piazze più importanti e visitate al mondo. Ma se si pensa che Roma ne abbia avuta l’esclusiva, ci si sbaglia. Con le dovute proporzioni perchè la Capitale è pur sempre la Capitale, Spelacchio c’è anche a Teramo in piazza Martiri della Libertà, proprio nei giardinetti antistanti la cattedrale.

L’albero, un dono della ditta Falone, ha assunto le sembianze di un malato terminale, assetato fino all’inverosimile. Se poi le cause della sua morte sono altre, forse perchè colpito da malattie o chissà che, tanto vale toglierlo. Non è un bel vedere, specie per una città che dice di investire sul concetto di “città salotto”.

Altro capitolo in via Oberdan, dove un palazzo è assediato dai piccioni e con esso, anche una porzione di strada, proprio davanti al portone. Una situazione insalubre alla quale occorre mettere riparo. Bisognerebbe almeno, bonificare periodicamente.