14 anni di reclusione. E’ la pena che la Corte d’Assise ha inflitto a Francesco Di Rocco, figlio di Mario, l’ex capostazione di 83 anni da lui ucciso “in un impeto d’ira”, dice la sentenza, nel novembre del 2023. Una brutta storia, fatta di angherie da parte del padre, ha raccontato Francesco, il cui carattere di per sè spinoso, era peggiorato con la morte della moglie nel 2013.

Un padre dispotico col quale il figlio, allora 49enne, aveva spesso litigi su tutto. Una vita impossibile fin da ragazzo, confermata all’epoca del fatto dai vicini e da chi, pochi, li conosceva. Fino a quella sera di novembre del 2023, quando dopo un’ennesima discussione in casa, nei pressi della stazione ferroviaria, l’ira del figlio prese il sopravvento. Prese un coltello e lo colpì più volte, 92 secondo l’autopsia. Mario Di Rocco morirà poco dopo in ospedale. Era stato il figlio stesso a chiamare i soccorsi, in un immediato quanto drammatico pentimento.

Omicidio volontario, è il verdetto, verso il quale l’avvocato Federica Benguardato che aveva chiesto l’assoluzione per “incapacità di intendere e volere” o di derubricare il reato in “preterintenzionale” si riserva, una volta lette le motivazioni, di valutare il ricorso in appello.


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