Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore Ateco 2025, la nuova classificazione delle attività economiche in Italia. Lo riporta l’agenzia giornalistica AGI. La revisione, coordinata dall’Istat, ha aggiornato i codici per riflettere le nuove realtà del sistema produttivo nazionale.
Tra le novità, il codice 96.99.92 include i “Servizi di incontro ed eventi simili”, che comprendono un’ampia gamma di attività. Oltre alle agenzie matrimoniali e all’organizzazione di eventi di speed networking, la categoria include anche “attività connesse alla vita sociale, ad esempio accompagnatori e accompagnatrici (escort)”, la “fornitura o organizzazione di servizi sessuali”, l’organizzazione di “eventi di prostituzione o gestione di locali di prostituzione”.
Questa inclusione ha suscitato un acceso dibattito, con alcune voci che criticano la scelta di accorpare attività così diverse sotto lo stesso codice. Tuttavia, l’Istat ha chiarito che l’obiettivo è quello di fornire una classificazione più precisa e dettagliata delle attività economiche, in linea con le direttive europee.
Rimane aperto il dibattito sulla necessità di “regolare” il settore anche dal punto di vista fiscale. La “professione” in se non è reato, ma lo è tutto il mondo che gli ruota attorno secondo le leggi italiane. Circostanza che rende difficile il suo “sdoganamento”. Peccato, perché secondo un rapporto Istat, in Italia, la prostituzione è un mercato da 4,7 miliardi di euro che coinvolge circa 3 milioni di italiani e che nel 2022 vedeva impegnate 90mila lavoratrici stabili e 20mila occasionali. Sarebbe un bel salvadanaio per le casse dello Stato.













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