Si è tenuta questa mattina al Parco della Scienza di Teramo la XXX edizione del Premio per la legalità e l’impegno sociale “Livatino – Saetta – Costa”. La manifestazione ha visto la partecipazione di figure istituzionali e rappresentanti della società civile, riuniti per riconoscere l’impegno di coloro che si sono distinti per il loro contributo sociale, culturale e per il rispetto della legalità.
La giornata è stata aperta dagli interventi del Sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, del Prefetto Fabrizio Stelo, del Questore Carmine Soriente, del Presidente del Tribunale Carlo Calvarese, del Rettore dell’UNITE Christian Corsi, di un delegato del Lions Teramo Michele Capomacchia e del Vescovo Michele Leuzzi, che ha letto una preghiera dedicata al Beato Rosario Angelo Livatino.


Il Sindaco D’Alberto ha sottolineato l’importanza di ospitare a Teramo un premio di tale prestigio, evidenziando la vocazione della città come centro del diritto, grazie alla presenza dell’Università con la sua facoltà di Giurisprudenza e la Scuola di legalità, del Tribunale, della Procura e della casa circondariale. Ha inoltre ricordato le iniziative promosse dall’Amministrazione per diffondere la cultura della legalità tra i giovani, sottolineando il valore del messaggio trasmesso dalla giornata: ognuno può fare la differenza. Il Sindaco ha richiamato l’esempio dei giudici Livatino, Saetta e Costa, e di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per i valori democratici, esortando a trasmettere il loro senso del dovere alle nuove generazioni.


Il Presidente onorario del Premio, Pippo Di Vita, ha ricordato come l’obiettivo della manifestazione sia quello di onorare la memoria dei tre magistrati e di diffondere i valori di giustizia e impegno sociale che essi hanno rappresentato.
Nel corso della cerimonia, sono state consegnate le pergamene ai premiati, con le motivazioni lette dagli studenti dell’Università di Teramo e degli istituti scolastici cittadini. La giornata, presentata dalla giornalista Patrizia Pennella, si è conclusa con il saluto del Procuratore Ettore Picardi.
I PREMIATI:
Magistratura e forza dell’ordine:
Emilio Alessandrini, magistrato (alla memoria). E’ stato un magistrato che, nella Milano degli anni ’70 dopo la strage di Piazza Fontana, si è occupato di eversione, tentando di comprenderne le radici e le motivazioni non solo dal punto di vista giudiziario, ma anche e soprattutto da quello sociale. La sua attività scrupolosa e il suo alacre impegno finirono per attirare l’attenzione del gruppo eversivo Prima Linea, che identificò in lui il bersaglio in grado, per impegno culturale e capacità professionale, di individuare le menti direttive e le finalità dei gruppi terroristici. La mattina del 29 gennaio 1979 a Milano cinque persone attesero il magistrato all’incrocio tra viale Umbria e via Muratori, dove transitava abitualmente dopo aver accompagnato il figlio Marco a scuola; fu raggiunto da otto colpi di pistola e morì immediatamente a soli 36 anni.
David Mancini, magistrato. Fino al 2009 è stato Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Teramo, dove ha coordinato le indagini di diversi gruppi di lavoro. Dal 2010 al 2020 è stato Sostituto Procuratore presso la Procura Distrettuale Antimafia di L’Aquila.
Marcello Viola, magistrato. Entrato in magistratura nel 1981, ha iniziato la propria carriera presso l’Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo, dove è stato affidato per il tirocinio al giudice Rocco Chinnici, il padre del pool antimafia, ucciso nel luglio 1983. Dall’aprile del 2022 è stato nominato dal CSM, capo della Procura della Repubblica di Milano.
Elvira Cipriano, ufficiale dei Carabinieri. In forza al Reparto Investigazioni Scientifiche di Cagliari, nell’ambito della Sezione “Chimica, Esplosivi e Infiammabili”.
Chiesa:
Domenico Luvarà, sacerdote. Salesiano di Don Bosco, vive e lavora a Palermo nella casa salesiana “Santa Chiara”, nel cuore del popolare quartiere Albergheria e del mercato storico di Ballarò.
Daniele Raciti, sacerdote. Ordinato sacerdote nel 2009 a Giarre, attualmente è parroco della parrocchia “Maria SS. del Carmelo” e “S. Giuseppe” di Riposto e collabora presso l’Ufficio amministrativo della curia arcivescovile.
Premio speciale:
Antonio Ingroia, avvocato (ex magistrato). Già Procuratore Antimafia, ha lavorato con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ed è stato componente, tra il 1992 e il 2012, del pool antimafia di Palermo. Nel 2012 è stato Capo del Dipartimento Investigazioni della CICIG – Nazioni Unite, Ente di investigazione sovranazionale contro la criminalità organizzata, operante in America Centrale (Guatemala). Dal 2012 al 2013 è stato Procuratore Aggiunto della Procura Distrettuale Antimafia di Palermo. Oggi esercita la professione di avvocato.
Giornalisti
Paolo Mastri. Giornalista, scrittore, autore e conduttore di programmi televisivi e radiofonici, è caposervizio della redazione di Pescara de “Il Messaggero”. Da oltre trent’anni si occupa dei principali fatti della cronaca giudiziaria, economica e politica dell’Abruzzo.
Familiari vittime di mafia:
Carmen Bertuccio, amministrativa presso la Polizia di Stato. Figlia di Antonio Bertuccio, assassinato a Cittanova (RC) nell’1986. Dal 2020, è referente regionale della Calabria per il “CELM” (Comitato Europeo Legalità e Memoria).
Francesco Paolo Nuccio, familiare vittima di mafia. E’ figlio del Maresciallo Artificiere dell’Esercito Italiano, Pasquale Nuccio, ucciso della mafia, all’età di soli 47 anni, a Palermo, nella terribile “strage di Ciaculli” del 30 giugno 1963. E’ cofondatore, con rappresentanti della società civile ed altri familiari di vittime della mafia, il CELM (Comitato Europeo per la Legalità e la Memoria).
Scuola e università:
Pierpaolo Pellegrino, dirigente scolastico a Perugia.
Mara Fioretti, docente di religione cattolica presso il Circolo Didattico di Corciano.
Tania Guidubaldi, docente di religione
Daniele Schito, studente universitario e scrittore. Frequenta la facoltà Giurisprudenza all’Università del Salento e nel Nel luglio 2023 ha pubblicato “Colpi Silenziosi”, un’opera di grande impatto emotivo che indaga e racconta le storie di giovani vittime della mafia.
Marisa Scivoletto, docente di religione, e componente della segreteria nazionale dello SNADIR.
Scuola di legalità e giustizia dell’Università di Teramo, premiata “per essere sul territorio abruzzese un faro di cultura della legalità e della giustizia, alla ricerca dell’innovazione e della profusione di alti valori civili e sociali”.
Istituto comprensivo “Falcone e Borsellino” di Teramo, premiato “per aver portato avanti, in modo strutturato e continuativo, i valori dell’educazione alla legalità e l’impegno a promuovere, con azioni concrete, la memoria delle vittime di mafia”.
Società civile:
Luciana Del Grande, Volontaria in ambito ambientale. Opera per la tutela del territorio e per la promozione di uno stile di vita ecosostenibile, per il pieno rispetto dell’uomo e del suo ambiente. È la fondatrice e presidente dell’associazione “Rifiuti Zero Abruzzo”.
Francesco Mazzola, medico. Attualmente ricoprire il ruolo di direttore di UOSD di Chirurgia Plastica dell’ospedale Villa Sofia-Cervello.. Nel 2012 ha partecipato ad una “Missione umanitaria in Bangladesh (Mymensingh)”, in team organizzato dalla Onlus “Sorriso nel mondo”.
Angelo Rella, medico. Psichiatra, responsabile del Centro Salute Mentale di Foligno e del Centro Salute Mentale di Spoleto Valnerina.
Cinema:
Pasquale Scimeca, regista. Tra i suoi film, “Placido Rizotto” e “Il giudice ed il Boss”, che tratta la storia del giudice Cesare terranova e del maresciallo di Polizia Lenin Mancuso, uccisi dalla mafia.














Lascia un commento