E’ vivo, il diciannovenne che si è lanciato dal ponte San Ferdinando, ma rischia di avere conseguenze per tutta la vita. Le sue condizioni, seppur gravi lasciano sperare che superi la soglia della sopravvivenza. Tuttavia, è alto il rischio di un danno permanente causato dalla frattura di alcune vertebre. Solo il tempo dirà quali saranno le possibili conseguenze.
Intanto i magistrati hanno aperto un’inchiesta. Dalle prime informazioni sembra che il ragazzo, fuggito di nascosto scavalcando un balcone, si trovasse da tempo in una forte e costante crisi depressiva, pare per una delusione amorosa. Circostanza che lo aveva portato ad essere esaminato da medici specialisti. Tuttavia, nonostante l’affetto delle persone vicine, il giovane non ce l’ha fatta a superare i suoi disagi fino alla decisione di farla finita.
Adesso si scava nella sua vita, attraverso le sue frequentazioni, i suoi dispositivi informatici e le cartelle cliniche redatte nel corso delle sue visite mediche, ora nelle mani dei magistrati. Una situazione di disagio già nota, quindi, sulla quale si stanno puntando i riflettori. Dopo il tragico episodio che ha visto protagonista Andrea Prospero, il ragazzo di Lanciano suicida il mese scorso, è bene vederci chiaro. Il disagio giovanile è un fenomeno sempre più diffuso e difficile da controllare, specie nei soggetti più deboli.













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