Più che un consiglio comunale, si è trattato di uno scontro a fuoco incrociato. Tra maggioranza e opposizione, come da prassi, ma anche tra gli stessi banchi di chi in città è chiamato a governare. Tema cruciale del dibattito, l’approvazione del permesso a costruire in deroga, da concedere alla Provincia. Requisito indispensabile, pur se tardivo, per la realizzazione dei moduli scolastici alla Cona. Già nell’aria fin dai primi minuti si avvertiva che oltre il solito gioco tra le fazioni, bollisse qualcos’altro. L’inusuale presenza del presidente della provincia Camillo D’Angelo in un consiglio comunale, e il suo attivismo tra i consiglieri, era il segnale che forse qualcosa non sarebbe andato per il giusto verso.

La minoranza, da sempre contraria, comincia da subito ad alzare il tiro. Sale sull’Aventino uscendo dall’aula, non prima, però, che Berardo Rabbuffo della Lega e Mario Cozzi di Forza Italia, contestassero i criteri della convocazione. Sui banchi della minoranza rimangono tuttavia Maria Cristina Marroni di Teramo è Meglio e Alessio D’Egidio di Azione. La Marroni esordisce con una tirata d’orecchie ai suoi colleghi, esortandoli a rientrare e a dire la loro. Sfoggia una maglietta iconica, dove campeggia la scritta “Noi siamo il Delfico“. Un richiamo ricco di pathos a quella che fu la scuola simbolo della cultura teramana, al centro di una situazione “mal governata e per la quale potevano trovarsi soluzioni più idonee. Per gli studenti e per la stessa città che è in grave sofferenza“.

Per la maggioranza parlano Malavolta, Bartolini e Pilotti. Interventi a difesa del provvedimento, frecciatine all’opposizione con riferimenti a giunte passate. Ordinaria amministrazione nella tattica politica.

Ma tra i banchi della stessa maggioranza, sedie si vuotano, altre si riempiono. Un gioco di scambi che alza la suspense. Si fanno i conti con le dita. Si cerca di capire chi sono e se ci sono, i franchi tiratori dell’ultimo secondo. L’attesa è per il momento della chiama, quando si vedrà il gioco a carte scoperte.

Tra il pubblico, non molto in verità, serpeggia la voce che tutto, almeno per questa sera, salterà. C’è una prova di forza affidata ai consiglieri, dice qualcuno, all’interno della stessa maggioranza. Un braccio di ferro tra Mariani e D’Angelo, prossimi competitor nel centrosinistra tra gli elettori teramani. La presenza del presidente della Provincia tra i corridoi e il proscenio del consiglio, sembrerebbe confermare le maliziosi supposizioni. “Una guerra tra consanguinei sulle spalle dei teramani” incalza l’opposizione. Interviene infine anche il sindaco Gianguido D’Alberto. Tocca a lui di tirare le fila del suo operato e della sua giunta, confermando che “il futuro del Delfico è il Delfico”.

Maria Cristina Marroni di Teramo è Meglio

La prima chiama va a vuoto. Non c’è il numero legale. Il presidente Melarangelo attende i 15 minuti come da regolamento e richiama nuovamente i consiglieri in aula. Buca anche stavolta. Non si passa. “Parlare a nuora perchè suocera intenda“, dice un signore dell’ultima fila.

Tutto, quindi, è rimandato a lunedì 17 con la convocazione di un nuovo consiglio, quando, molto probabilmente il provvedimento passerà. Pena, conseguenze per la legislatura.

Il banco della Maggioranza al completo. Al momento del voto, però molte sedie saranno vuote

La guerra tra i maschi Alfa della maggioranza in consiglio si è consumata questa sera. E pensare che il consigliere Bartolini ha bacchettato l’opposizione per aver di fatto costretto al rinvio il consiglio della settimana scorsa. “Con giochetti strumentali sulla pelle degli studenti” ha sottolineato con veemenza e oratoria ciceroniana. Vedremo se lunedì prossimo farà lo stesso rimprovero ai compagni di cordata.

Minoranza sull’Aventino

Per l’opposizione, infine, uno spettacolo indecoroso, mal gestito dal sindaco “che mancherebbe di polso e carisma“. “Vergogna” il commento finale. Appuntamento a lunedì.

Il commento di Maria Cristina Marroni di Teramo è Meglio:

Per Berardo Rabbuffo della Lega una convocazione irregolare. Il commento

Enrico Squartini


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