Da tempo si avvertiva il pericolo di crolli in quel piccolo edificio, posto proprio all’ingresso della città, a Porta Romana. Una piccola costruzione risalente a metà dell’800, dagli usi controversi che cadono nella leggenda e la vulgata popolare. C’è chi dice per le manie di un prefetto che lo avrebbe usato come spogliatoio prima di accedere al fiume per corroborarsi di un bagno. Chi lo relega a semplice punto panoramico al coperto, chi come guardiola di dogana. Un edificio simile si trova più in là, acquistato da un privato e ben tenuto, addirittura abitato. Altra proprietà, altro destino.

Lasciamo tuttavia ai teramani lo scorrere della fantasia, ma registriamo un altro bene cittadino condannato all’incuria. La Teramo dimenticata. Dalla Soprintendenza e da chi alla Soprintendenza dovrebbe dare la sveglia. Ricordiamo gli scavi della Domus di Madonna delle Grazie e anche la chiesa di San Giuseppe, poche centinaia di metri più in là dal piccolo edificio, anch’essa mutilata della sua copertura, crollata anni or sono e oggi protetta da un misero telo.


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