Ancora il Delfico al centro del consiglio comunale di domani. Un appuntamento atteso in virtù anche delle recenti rivelazioni circa l’andamento dei lavori della nuova, seppur provvisoria, collocazione presso il Pascal Forti, oltre la Cona. Collocazione mal digerita da studenti, genitori, insegnanti, e mondo economico cittadino, il parere dei quali sembra tuttavia non interessare alcuno. Domani sarebbe stato il giorno decisivo per l’approvazione da parte del consiglio del “permesso a costruire” da rilasciare alla Provincia. Un’approvazione arrivata in ritardo, a lavori cominciati. Un atto invece necessario per la realizzazione della nuova struttura che, secondo quanto riportato da una verifica della polizia locale sarebbe stato ignorato dalle ruspe della Provincia. Il bello di questo Paese è che per alcuni, ma non per tutti, c’è sempre tempo per rimediare.

Stamani, tuttavia, il colpo di scena. La minoranza non è stata messa in condizione di poter vedere le carte nei tempi previsti dal regolamento. C’è una liturgia da rispettare con i dovuti tempi e modi. Inoltre, i punti all’ordine del giorno del consiglio sarebbero dovuti passare prima al vaglio di una nuova commissione. Mai convocata. Insomma, dicono dalla minoranza, una sequenza di manchevolezze che non si capisce se frutto di incompetenza o altro.

Alle 15 il presidente Melarangelo ha convocato una riunione urgente dei capigruppo per affrontare la questione, riunione però disertata dalla minoranza in massa. Ora il dubbio è che il consiglio salti. I consiglieri comunali al momento non hanno ricevuto disdette formali e, almeno notizia degli ultimi minuti, domani si presenteranno regolarmente al Parco della Scienza. Cosa accadrà si vedrà poi in corso d’opera.

Una storia che ha del surreale che lascia perplessi su come questa città venga gestita. Dalla vicenda Sottosopra, alla questione Bonolis/Soleia costate alle casse comunali qualche milione, al contratto con la Easy help, anche questo non proprio un affare, alla costosa e inutile realizzazione del nuovo viale dei Cordoli, inviso alla quasi totalità della città. Si aggiunge anche, dicono dall’opposizione, la difficoltà di poter accedere agli atti, così come richiesto dalla norma, “ma che spesso è un’impresa negata“.

REDAZIONE


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