Alta tensione nel carcere di San Donato a Pescara, dove nei giorni scorsi si è verificata una violenta rivolta dopo il suicidio di un detenuto, degenerata in incendi appiccati ai reparti, domati solo con l’intervento dei vigili del fuoco. La situazione è stata gestita con professionalità e sangue freddo, il commento di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che ha elogiato l’operato degli agenti e il contributo fondamentale del personale del Gruppo intervento operativo del Corpo (G.I.O.).

Particolarmente rilevante è stata la decisione dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) di trasferire sessanta detenuti coinvolti nella rivolta. Un segnale forte e tempestivo, sottolineato da Capece, che auspica l’introduzione della figura del negoziatore specializzato nella gestione di situazioni di emergenza, come rivolte e sommosse, con l’obiettivo di prevenire l’escalation dei conflitti e garantire la sicurezza di agenti, operatori e detenuti.

Trasferita anche la direttrice Rossi, trasferimento già previsto ma forse accelerato dagli eventi.


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