In un post sulla sua pagina Facebook, Elvezio Zunica, presidente provinciale di Italia Viva ed ex PD, tira le orecchie al dg della Asl Maurizio Di Giosia “rimproverandolo” per la scelta di Villa Mosca come sede del nuovo ospedale. Prende lo spunto dalla preoccupazione espressa dal direttore generale sulla realizzazione della ciclabile di “Viale dei Cordoli” che rappresenta – lo dice il DG nel corso di una intervista – “un problema per le ambulanze e le emergenze in genere“, semplifichiamo.
Si chiarisce finalmente la posizione di quel centro-sinistra-centro, fate un po’ voi, ondivago sull’argomento, verso il quale non si è mai espresso con chiarezza, come sottolineato proprio ieri da una lettera aperta del medico Siriano Cordoni rivolta anche al sindaco D’Alberto. “In fondo in fondo – scrive Cordoni – sperava (il sindaco) che qualcun altro prendesse per lui la decisione della localizzazione a Piano d’Accio. Se così fosse stato ne avrebbe tratto un favoloso plebiscito popolare nell’area di San Nicolò, senza perdere consensi al centro di Teramo. Il tutto però a discapito del futuro economico e sociale della città”.
Ora il post scritto da Zunica, attraverso il quale il segretario di Italia Viva scopre le carte per conto anche della restante area di centro-sinistra che, sebbene in consiglio comunale votò a favore della soluzione Villa Mosca, sotto sotto dava la sensazione che guardasse a Piano d’Accio. La postilla finale del documento era quella che lasciava la porticina aperta alla sponda del fiume Tordino e la chiudeva al colle di Villa Mosca: “salvo pareri tecnici, studi di fattibilità …ecc. ecc.” Parve ai maliziosi esperti in politichese un comodo espediente per dire: ” noi preferivamo Villa Mosca, ma…“.
Suggeriamo agli elettori di Italia Viva che vorranno curarsi a Teramo di vivere tranquilli. L’ospedale Mazzini di Villa Mosca è raggiungibilissimo, poco distante, tra l’altro, dal sito alternativo di Piano d’Accio. Salvo, naturalmente, lasciare le strade sgombre. Problema presente ovunque si costruiscano ostacoli. E questo sì che non compete alla Asl.
Il post di Elvezio Zunica:
“Il DG della Asl di Teramo, in una recente intervista, rivolgendosi all’amministrazione comunale di Teramo, si è dichiarato preoccupato per la realizzazione delle piste ciclabili in via Po e via De Gasperi, ovvero le due arterie che permettono di raggiungere l’Ospedale Mazzini, esortando gli amministratori teramani a studiare la creazione di corsie di emergenza per le ambulanze in vista della costruzione del nuovo Nosocomio a Villa Mosca. Tralasciando il fatto che a nostro avviso il DG non dovrebbe preoccuparsi delle strade, ma dovrebbe occuparsi con maggiore incisività e meglio delle liste d’attesa, a suo tempo abbiamo già sostenuto più volte la necessità oggettiva di costruire il nuovo Ospedale in una zona più facilmente accessibile e raggiungibile.
Se il Torrette di Ancona, classificatosi al terzo posto tra i migliori Ospedali d’Italia è fuori città, se il nuovo Salesi verrà portato anch’esso a Torrette per toglierlo dal centro, se tutti i nuovi Nosocomi in tutte le città e Regioni d’Italia vengono costruiti fuori dai centri abitati in aperta campagna, ci sarà un motivo valido. Invece a Teramo abbiamo preferito chiuderci dentro i “confini” della Città portandoci un “elefante in casa” e compiendo, quindi, una scelta miope, oltre che da un punto di vista logistico e sanitario secondo noi errata. Cordoli o non cordoli, ciclabile o non ciclabile, è la decisione a monte ad essere sbagliata, ovvero il luogo in cui si è scelto di costruire il nuovo Ospedale provinciale“.















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