Durante la seconda guerra mondiale tra i 6000 e i 9000 italiani furono massacrati dai partigiani di Tito e dagli uomini dell’Ozna, il servizio segreto jugoslavo. I loro corpi furono gettati nelle foibe carsiche, molti di essi ancora in vita. Dal 2004 una legge ad hoc ha istituito il Giorno del Ricordo, fissato per il 10 febbraio. Insieme agli infoibati si ricordano anche gli esuli dalmati-giuliani, ovvero l’emigrazione forzata della maggioranza dei cittadini di etnia italiana dalla Venezia Giulia, dal Quarnaro e dalla Dalmazia.

Una cerimonia si è tenuta questa mattina anche a Teramo presso i giardini Micheletti, dove una targa è stata eretta in memoria di Geppino Micheletti, il medico che si adoperò fino all’estremo per curare le vittime, più di cento italiani tra cui anche bambini, della strage di Vergarolla. Un’infamia rimasta impunita. Per questo il medico è stato insignito della medaglia d’argento al valor civile e della medaglia d’oro del Comune di Pola.

Alla cerimonia erano presenti il viceprefetto Di Gaetano, il vice questore Di Blasio, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Saccone, il sindaco di Teramo D’Alberto, il presidente del consiglio comunale Melarangelo, e i consiglieri di minoranza tra cui Franco Fracassa di Futuro In e Luca Corona di Fratelli d’Italia.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *