Nel 2024, Teramo continua a fare i conti con una crescita modesta del numero di imprese, con un saldo negativo tra iscritte e cessate che si attesta a -50 unità (-0,14%), un dato ben al di sotto della media nazionale (+0,62%).
Nel dettaglio, l’Abruzzo ha visto una flessione del numero di aziende nelle categorie principali: l’agricoltura ha segnato un calo dello 0,5% con -733 attività, e il manifatturiero ha visto un decremento dell’2,0%, con 260 imprese in meno. A Teramo, tuttavia, l’edilizia ha registrato una crescita (+1,9%), una buona notizia che riflette l’impatto positivo delle politiche nazionali per l’efficienza energetica degli edifici, che hanno stimolato una domanda nel settore delle costruzioni. In questo contesto, la provincia può vantare un incremento delle imprese nel settore edile che ha mitigato, almeno in parte, il trend negativo di altri settori.
Anche nel campo dei servizi non commerciali, Teramo ha registrato una crescita (+2%) delle imprese, un dato più favorevole rispetto al calo di alcuni settori tradizionali, come il commercio (-1,5%) e l’agricoltura (-9%). Nonostante ciò, il quadro complessivo rimane preoccupante poiché la provincia, come l’intero Abruzzo, si trova ad affrontare una crisi strutturale che risente ancora degli effetti delle difficoltà nelle catene di fornitura, dei rincari delle materie prime e dell’inflazione che ha gravato su molte imprese locali.
Nel settore artigiano, Teramo ha subito un tasso di crescita negativo per le imprese registrate (-0,8%) e attive (-0,4%). Questo è un altro segnale di difficoltà per il sistema produttivo provinciale, che riflette l’andamento generale di una regione che continua a lottare con l’instabilità economica.
Sebbene ci siano alcuni segnali positivi, come la crescita nel settore edile e nei servizi non commerciali, Teramo deve affrontare una situazione di persistente debolezza economica, con una forte necessità di politiche di supporto a lungo termine per rilanciare il tessuto produttivo. Il miglioramento delle condizioni economiche globali e la stabilizzazione delle problematiche legate ai costi energetici potrebbero essere cruciali per favorire una ripresa più sostenibile nel futuro prossimo.














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