L’alba del 2025 ha portato con sé una rivoluzione nel settore degli affitti brevi. Le nuove norme, entrate in vigore a gennaio, impongono a tutte le strutture ricettive di dotarsi del Codice Identificativo Nazionale (CIN) e di rispettare una serie di requisiti di sicurezza. Ma in Abruzzo, nonostante gli sforzi, molti proprietari sembrano non aver ancora adeguato le loro strutture alle nuove disposizioni. Secondo un recente sondaggio, ben il 42% delle unità immobiliari abruzzesi destinate alla locazione turistica non è ancora in regola. Teramo si conferma la provincia più indietro, con oltre la metà delle strutture non conformi. Seguono Pescara, Chieti e L’Aquila.
Le conseguenze di questa mancata adesione alle nuove norme sono pesanti: multe salate per i proprietari, ma soprattutto un danno per l’immagine della regione. Molti turisti, infatti, preferiscono scegliere strutture sicure e certificate, in grado di offrire garanzie in termini di qualità e servizi.
Inoltre, le nuove regole impongono un controllo più stringente sull’identità degli ospiti, mettendo fine al sistema delle keybox, ovvero il ritiro delle chiavi dell’appartamento direttamente da una cassetta all’esterno, protetta da una combinazione numerica fornita al momento della prenotazione. Il sistema consente all’inquilino di affittare gli spazi on line o via telefono, senza mai esporsi, di fatto soggetti fantasma. Diventa invece obbligatoria la verifica dei documenti d’identità da parte del proprietario o di un suo delegato, come si fa negli alberghi.












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