Si chiamano effetti collaterali. La chiusura del Delfico porta dietro di se un moltiplicarsi di problemi, non solo legati all’attività didattica. Un piccolo paese di circa 2000 persone trasferito in massa, si lascia dietro le spalle la terra di nessuno. E’ quanto si registra in questi giorni a Piazza Dante, zona notoriamente tranquilla che mai aveva mostrato problemi di sicurezza. Invece, macchine imbrattate, persone importunate al limite dell’aggressione, branchi di ragazzi padroni del territorio che, senza timore, assumono comportamenti non consoni ad una cittadina che supera a malapena i 50mila abitanti. E’ lo spaccato di quel che accade quando un agglomerato urbano viene privato della vita, pur se a volte caotica, di tutti i giorni. Una riflessione andrebbe fatta, prima di condurre in porto le future ZTL, decise da chi in centro non ci vive. Ci vorrebbe un gesto di compiuta maturità, ovvero sostituire con il buon senso l’ottusità ideologica. Una città vuota è una città in balia dei lupi. Una riflessione che per primi dovrebbero fare i residenti, abbagliati dal miraggio del salotto urbano senza confini, magari solo per piaggeria verso l’amministratore di turno, senza prevedere quali saranno le conseguenze.

Le parole di Manuela Divisi, dirigente scolastica del Milli e Luca Boschi, commerciante, inquadrano perfettamente il problema:

La dirigente scolastica del Milli Manuela Divisi:

Luca Boschi, commerciante:


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