La vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto Luca Amprino, accusato di maltrattamenti psicologici nei confronti della moglie Simona Viceconte originaria del Piemonte, si è conclusa con una sentenza di assoluzione definitiva. La Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila, confermando la decisione di primo grado, ha ritenuto che il fatto non sussista. Amprino, un 54enne bancario, nel 2021 era stato accusato di aver sottoposto la moglie, con la quale era in corso una separazione, a continue vessazioni psicologiche, portandola al suicidio nella sua abitazione teramana. Accuse mosse sulla base delle testimonianze di alcune amiche della donna e che avevano portato la Procura di Teramo a chiedere una condanna a 10 anni di reclusione.
Le testimonianze delle figlie della coppia, acquisite in un incidente probatorio, hanno però smentito categoricamente le accuse di maltrattamenti, sottolineando come i litigi tra i genitori fossero comuni ma non degenerassero mai in violenze psicologiche. La sentenza rappresenta una vittoria per l’imputato, che ha sempre sostenuto la propria innocenza. Da ricordare che anche la sorella della donna si era suicidata appena un anno prima. La sentenza solleva interrogativi sulla gestione delle accuse di maltrattamenti, sottolineando l’importanza di un’accurata valutazione delle prove e la necessità di tutelare i diritti degli accusati.













Lascia un commento