Una doccia fredda per la comunità teramana. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla Provincia di Teramo contro il sequestro del Convitto Nazionale Delfico. La notizia è arrivata nelle scorse ore, dissolvendo le ultime speranze di studenti, insegnanti e di tutto quel mondo anche economico che intorno a quella scuola trovava fonte di sopravvivenza.
La Suprema Corte ha confermato la decisione, ritenendo fondate le preoccupazioni sulla sicurezza dell’edificio, nonostante che recenti perizie, non ultima quella presentata nei giorni scorsi da esperti di altissimo livello, avessero dimostrato il buon stato di salute dell’edificio
Appresa la notizia il presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione a trovare per il Delfico una soluzione rapida e definitiva – la progettazione è già in corso così come sono già disponibili i finanziamenti – per garantire il diritto allo studio agli studenti in maniera confortevole e condivisa.
Nel frattempo, la comunità scolastica è chiamata a fare fronte a una situazione complessa, cercando di garantire la continuità didattica in spazi alternativi. La vicenda del Convitto Delfico ha acceso un dibattito sulla sicurezza degli edifici scolastici e sull’importanza di investire nella manutenzione del patrimonio edilizio pubblico.














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