E’ guerra di coefficienti in Consiglio Comunale. Il consesso cittadino si è riunito stamattina in seduta straordinaria per parlare di scuole, della loro vulnerabilità sismica e della possibilità che possano davvero accogliere gli studenti in sicurezza. Nella doppia veste di vice presidente della Provincia e consigliere comunale di maggioranza, è intervenuto Andrea Core. Un passo interlocutorio, basato in sostanza sulla prossima presentazione dell’istanza di dissequestro del Delfico, legata agli ultimi rilevamenti oggetto ancora di verifica dei tecnici incaricati.

Lo scossone, tuttavia, arriva dal consigliere di Futuro In Franco Fracassa. Il consigliere sottolinea come dei 90 milioni concessi dalle ordinanze di Giovanni Legnini per la ricostruzione del Municipio e delle scuole teramane, “sono stati spesi solo 150mila euro, utilizzati per interventi nella scuola di Villa Ripa” e aggiunge che “si è deciso di spostare la somma di 12milioni e 800mila euro destinati alle scuole D’Alessandro, San Berardo e Arcobaleno, all’asilo nido di Nepezzano, la primaria di Villa Vomano e il polo scolastico di Fornace Cona“. Per Fracassa, l’intenzione del sindaco è quella di “delocalizzare le tre scuole di Teramo fuori dalla città“. Una decisione che andrebbe concertata e non frutto di decisioni personali”. Un’opinione diversa quella dell’assessore ai lavori pubblici Di Marcantonio che ha ricordato i 120miloni e passa di opere previste per i prossimi anni “che cambieranno il volto della città“, mantenendo la sua centralità. Il sindaco D’Alberto ha invece sottolineato che non saranno distratti fondi da alcune opere per destinarle ad altre. “Col commissario Castelli – ha aggiunto – si sta discutendo per una rimodulazione e l’aggiunta di nuovi finanziamenti oppure per una redistribuzione temporanea modulabile dei finanziamenti stessi“.

La vera battaglia, tuttavia, arriva sull’indice di vulnerabilità della De Jacobis alla Gammarana. Sette aule di un piano superiore dell’edificio sono state destinate a studenti del Delfico. “Quel piano era vuoto – ha aggiunto Fracassa – perchè l’indice di vulnerabilità sismica era pari allo 0,08. Lo certifica un documento del RUP di Teramo che asserisce l’inattendibilità dell’indice diffuso nei giorni scorsi. Cosa grave, ai genitori degli studenti è stato comunicato un coefficiente di 0,65“. Il sindaco D’Alberto, invece, precisa che la prima valutazione è stata fatta “sul progetto presentato e non sullo stato della scuola che è stata sempre sicura, con un indice valutato nel 2017. Il progetto è ora sotto il giudizio dei nostri uffici perchè vogliamo che sia fatto meglio“.

Sulla questione è intervenuto anche l’ingegnere Pierluigi Manetta, il quale ha spiegato che “l’indice di vulnerabilità può essere diverso nei calcoli di diversi tecnici sullo stesso edificio e lascia il tempo che trova. Importante il valore sulla staticità. Sulla De Jacobis abbiamo fatto tanti studi, anche sulla sicurezza dei solai“.

Per Fracassa rimane allora da spiegare il motivo per il quale il piano venne a suo tempo chiuso e a proposito solleva più di un argomento. “Un lavoro aggiudicato con un ribasso dell’82%. Delle 240mila euro disponibili, si è fatto un lavoro da 44mila. Qualche campanello d‘allarme dovrebbe suonare“.


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