Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine alla lunga battaglia legale sulla riacquisizione di piazza Dante da parte del Comune di Teramo. Con una sentenza pubblicata oggi, i giudici amministrativi hanno rigettato definitivamente il ricorso presentato da So.Ca.Bi., confermando la legittimità delle decisioni prese dall’amministrazione comunale.
Il Comune aveva affidato a Deloitte un’analisi finanziaria per valutare la fattibilità della riacquisizione del parcheggio a raso. Il Consiglio di Stato ha ritenuto questa scelta “espressione di buon governo della discrezionalità amministrativa“, sottolineando l’importanza di avvalersi di competenze specialistiche per affrontare questioni economiche complesse. I giudici hanno inoltre evidenziato che “la società appellante ha sostenuto costi di gestione ultronei (di propria iniziativa, senza richiesta, ndr) , che hanno ridotto il margine operativo netto in suo favore. Trattasi di scelta riconducibile unicamente alla propria sfera organizzativo-imprenditoriale“.
Il sindaco Gianguido D’Alberto ha sottolineato che “è stata riconosciuta la bontà dell’azione politico-amministrativa che abbiamo portato avanti fin dal nostro insediamento“. Il primo cittadino ha aggiunto che “adesso ci consentirà finalmente di procedere alla riqualificazione di una piazza che rappresenta il cuore di Teramo città capoluogo“.
Cosa intenda il sindaco per riqualificazione è ancora da conoscere. Se l’intenzione degli amministratori, come si potrebbe intuire dalle sue parole, è quella di togliere altro spazio alla mobilità, sarà un altro colpo alla vita di questa città.














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