La fattura della Soleia, che stabilisce il corrispettivo del primo acconto che il Comune dovrà pagare per il Bonolis, in calce, in basso a destra riporta la casella “Iva”, quella casella che ogni imprenditore sa di che si tratta ed è l’acronimo di “Imposta sul Valore Aggiunto“. Una casella che sarebbe arrivata in bianco, secondo gli “esperti” del Comune e che invece ha riservato ai contabili della casa municipale(e per i teramani tutti) una sorpresa a cinque cifre. E solo per cominciare. Quando tutta la fattura sarà pagata la somma che il Comune avrà sborsato oltre le sue previsioni iniziali, si aggirerà attorno al milione di euro. Somma che in totale scavalcherà l’asticelle dei 6 milioni invece che i 5 previsti. “Soldi – ha detto Franco Fracassa, consigliere di Futuro In – che potevano essere utilizzati per il sociale, per il miglioramento dei servizi a beneficio di tutti i teramani. Più volte prima di dare il via alla convenzione – ha continuato Fracassa – li abbiamo avvertiti che l’Iva andava pagata. Nessuna risposta, sono andati dritti per la loro strada. Con la fattura della Soleia è arrivata la conferma. Non volevamo fare la Cassandra, ma la cosa era fin troppo palese“.
Dal canto suo il Comune, invece, non ha incertezze. Per bocca dell’assessore Alessandra Ferri fa sapere che “l’operazione è esente Iva“. All’Agenzia delle Entrate l’ardua sentenza.














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