Quattro persone, tra cui tre minorenni, sono state iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di istigazione a delinquere aggravata a seguito di un’operazione condotta dalla Digos e dal Cosc Abruzzo in vista della manifestazione contro il caro vita in programma nel centro cittadino. Gli accertamenti sono scattati dopo il monitoraggio dei canali WhatsApp e Telegram denominati rispettivamente «Protesta Pescara 24» e con centinaia di iscritti, creati per promuovere e organizzare il raduno di piazza. Dall’analisi dei messaggi diffusi all’interno delle chat sono emersi contenuti considerati di natura violenta, tra cui istruzioni sull’abbigliamento da utilizzare per evitare il riconoscimento, indicazioni sull’impiego di fumogeni e petardi, riferimenti a possibili attacchi contro le forze dell’ordine tramite molotov e pistole, oltre alla segnalazione di specifici obiettivi commerciali. Sulla base dell’informativa inviata alla Procura della Repubblica di Pescara e alla Procura per i Minorenni dell’Aquila, i magistrati hanno disposto quattro perquisizioni personali, locali e informatiche, ipotizzando per il solo cittadino maggiorenne anche il reato di detenzione di arma da sparo. Le verifiche, eseguite nelle province di Pescara e Chieti, hanno portato al sequestro degli smartphone in dotazione ai giovani, di un coltello a scatto e di una riproduzione softair di una pistola priva del relativo tappo rosso. Le indagini della Questura proseguono per identificare ulteriori soggetti responsabili dei messaggi, mentre per tutti gli indagati vige il principio della presunzione di innocenza. (Fonte Radio Roseto)
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