
Dalle ceneri del vecchio Mercato Comunale, che per oltre mezzo secolo è stato uno dei punti di riferimento della vita quotidiana teramana, nascerà la nuova struttura. C’è stata un po’ di emozione, stamani, quando, curiosando tra le vecchie colonne è rieccheggiato l’allegro chiacchiericcio di un tempo: la colonna sonora di un frammento di vita. Sono ricomparsi i volti dei banconisti, reduci dalla levataccia delle 3 del mattino; quelli delle donnine che ogni giorno all’alba attraversavano l’ingresso di piazza Verdi, a passo svelto e con la «sporta» d’ordinanza. Un rifugio di piccoli segreti, con dentro ancora gli odori della spesa del giorno prima.

Ora è in cantiere la realizzazione del nuovo progetto, sotto l’occhio attento della Soprintendenza per via della particolare collocazione della struttura, edificata a fianco del chiostro quattrocentesco di San Giovanni (ex convento Benedettine – ex Braga): una serie di interventi per un costo complessivo di 9 milioni di euro, reperiti in parte tramite fondi PNRR, che daranno forma a una struttura ispirata allo stile dei mercati storici di Madrid e Barcellona, vera e propria piazza di aggregazione dal volto umano, con spazi polifunzionali, la natura dei quali sarà indicata da un concorso di idee. I lavori prevedono la realizzazione di un nuovo solaio in acciaio che renderà uniforme e calpestabile il primo piano in quasi tutta la sua espansione e il consolidamento dell’edificio mediante la «calastrellatura» di pilastri e travi esistenti, operazione che consiste nell’applicare cinture di rinforzo in ferro saldato, “per una lunghezza complessiva di qualche chilometro“, ci dice l’ingegnere progettista Dario Subrizzi. Seguirà poi la demolizione parziale della copertura tramite macchinari telecomandati da terra, propedeutica alla costruzione della nuova struttura di copertura; una tecnica usata anche per gli interventi post sisma all’Aquila. Gli spazi interni sono stati completamente riprogettati strizzando l’occhio al progresso tecnologico e digitale. Termine dei lavori, salvo imprevisti, tra la fine del 2027 e la primavera del 2028.


ASCOLTA SUBRIZZI, D’ALBERTO E DI MARCANTONIO:













